Murmur medoaci sente di dover citare il significato di alcune parole, o espressioni, trovato navigando su internet. Tale esercizio di lessico, etimologia e memoria ha lo scopo di indurre a riflessione tutti sull’opportunità di azioni che stanno costellando la valle nelle ultime settimane.
La "trasparenza amministrativa" consiste, nella sua accezione più ampia, nell'assicurare la massima circolazione possibile delle informazioni sia all'interno del sistema amministrativo, sia fra questo ultimo ed il mondo esterno.
ART. 1 legge 241/90 (modificata e integrata dalla Legge 15/2005)
E' evidente come questa legge apporti importanti modifiche nei rapporti tra le pubbliche amministrazioni e i diritti dei cittadini.
Infatti non solo è previsto il diritto di prendere visione degli atti di un procedimento, ma anche che l'attività amministrativa deve ispirarsi al principio di trasparenza, inteso come accessibilità alla documentazione dell'amministrazione o ai riferimenti da quest'ultima utilizzati nell'assumere una determinata posizione.
Ciò consente ai cittadini di veder garantiti i propri diritti nei confronti dell'amministrazione pubblica: hanno diritto ad una informazione qualificata, ad accedere ai documenti amministrativi e conoscere, nei limiti precisati dalla legge, lo stato dei procedimenti amministrativi che li riguardano, seguendo le fasi attraverso cui l'attività amministrativa si articola.
"Blog"
In informatica, e più propriamente nel gergo di internet, un blog è un sito internet, generalmente gestito da una persona o da una struttura, in cui l'autore scrive periodicamente come in una sorta di diario on-line, inserendo opinioni personali, descrizione di eventi, o altro materiale come immagini o video.
In Italia sono sorte polemiche se il mondo dei blog debba rimanere senza vincoli legislativi e soggetta solo ad una autoregolamentazione, oppure in alternativa se debbano essere applicate le norme sulla stampa.
Nell'ottobre del 2007 il governo ha presentato un disegno di legge sulla riforma dell'editoria in cui aveva stabilito per i blog l'obbligo della registrazione. La dura replica del mondo web ha portato alla precisazione da parte del sottosegretario Levi che la norma non avrebbe trovato applicazione ai blog.
La "Diffida" serve ad avvertire un soggetto che, se mettesse in pratica o continuasse a praticare determinate azioni, illegittime o indesiderate, ci si rivolgera’ all’autorita’ competente.
La diffida si struttura idealmente in tre parti.
- Descrizione dell’accaduto.
- Intimazione a non fare: non disturbare, non inviatemi illegittime richieste, non attivatemi nessun servizio non richiesto, ecc.
- Avvertimento che in difetto si adira’ le vie legali con beneplacito di spese e danni.
La "satira", storicamente e culturalmente, risponde ad un'esigenza dello spirito umano: l'oscillazione fra sacro e profano. La satira si occupa da sempre di temi rilevanti, principalmente la politica, la religione, il sesso e la morte (come afferma Daniele Luttazzi) , e su questi propone punti di vista alternativi, e attraverso la risata veicola delle piccole verità, semina dubbi, smaschera ipocrisie, attacca i pregiudizi e mette in discussione le convinzioni.
La "libertà di stampa" è una delle garanzie che un governo democratico, assieme agli organi di informazione (giornali, radio, televisioni, provider internet) dovrebbe garantire ai cittadini ed alle loro associazioni, per assicurare l'esistenza di una stampa libera, con una serie di diritti estesi principalmente ai membri delle agenzie di giornalismo, ed alle loro pubblicazioni.
Si estende anche al diritto all'accesso ed alla raccolta d'informazioni, ed ai processi che servono per ottenere informazioni da distribuire al pubblico.In Italia la libertà di stampa è sancita dall'Art. 21 della Costituzione.
"Buon senso" è la capacità di ascoltare le argomentazioni degli altri utenti, nella ricerca di un punto di convergenza - anche attorno a temi di particolare complessità - raggiungibile solamente con la ragione e la pacata discussione.
domenica 22 marzo 2009
Terminologie di attualità
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themistocles
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Etichette: Amministrative, libertà, polemica, politica, Valbrenta
martedì 10 marzo 2009
Automatismi autonomistici. Mah?!?

Un servizio di un Tg odierno diceva più o meno così “Il Dalai lama e i monaci Tibetani chiedono di poter conservare la propria cultura antichissima e una certa autonomia gestionale del territorio. La Cina non ci crede e crede che il Tibet voglia sfruttare l’occasione per andarsene”.
Tutto il mondo è paese…
Il nord est, il Veneto, la Valbrenta, per lo stato Italiano sono entità pericolose che vogliono l’autonomia, il riconoscimento dello stato nazionale autonomo.
Può essere… E allora?
Francamente non mi figuro orde di milizie Venete o “Venetiche militiae” pronte a schierarsi sulla frontiera, ma una cosa sì, questa me la dovete concedere!
Per quale motivo, se esiste la motivata consapevolezza del valore del proprio territorio, non dovremmo tentare di identificarlo, proteggerlo e valorizzarlo?
In termini microsociali, la Valbrenta ha l’acqua, il patrimonio montano, un sottosuolo pregiato, le attrattive turistico-ambientali, la memoria storica. E potrà condividere questo nei valori, nei significati e nelle analogie con Asiago, con il massiccio del Grappa e oltre con il Pasubio e forse con i monti Lessini o la Valdastico. Ma non certo, o perlomeno in gran parte con Padova e Rovigo.
Perché l’acqua è oggi ETRA? Per razionalizzare la gestione delle risorse! Bene.
Ed è razionale che paghiamo una fortuna l’acqua che è nostra?
La grande promozione del turismo veneto esalta le mete storiche ma non investe su nuove opportunità, e la stessa Bassano quando ha esaurito gli alpini, gli asparagi e le ceramiche (ma siamo già a Nove) si aggrappa alle montagne, alle bellezze naturali, al Brenta. Cartoline a buon mercato?
E’ assolutamente necessario trovare un modo per rappresentare in Europa, le identità ambientali culturali storiche, al di sopra delle nazioni, perché L’Irlanda del nord non è Regno Unito, i Baschi non sono Spagna e i valligiani di qualsiasi valle spesso non sanno nemmeno che c’è una città a valle che ne sfrutta acqua, energia, forza lavoro e però si fregia il diritto di rappresentarla senza sentire cosa ne pensa.
E non è decoroso vedere che la stampa si stupisce se le comunità montane risultano obsolete. Le comunità montane hanno fatto veramente qualcosa nell’interesse delle Montagne e Valli in cui imperano?
Qui non c’è da ridisegnare i confini, c’è da ricostruire le testoline di chi vuole amministrare e disporre su territori sconosciuti senza nemmeno chiedere un parere. Così sì che fa male!!!
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themistocles
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Etichette: autonomia, cultura, federalismo, identità popolare, indipendenza, territorio, Valbrenta










