L’assemblea straordinaria del Gruppo Salvaguardia Valbrenta, svoltasi in una stagione che prelude all’apertura della campagna elettorale per le amministrative, ha visto una nutrita partecipazione e in una sala affollata sono stati parecchi gli interventi a commentare la disastrata situazione della Valbrenta in temi come la viabilità, la coltivazione di cave, le messe in sicurezza e la tutela del fiume. Per la prima volta, complici le amministrative, molti amministratori locali hanno tirato fuori la testa e si sono prodigati in interventi più o meno pacati, affannandosi a descrivere, giustificare e spiegare gli interventi in atto e gli sviluppi futuri. Il problema è che l’immagine della politica che si è autoritratta in questa situazione è ancora più fosca e losca se più poteva diventarlo.
Non è necessario menzionare, l’intervento o la persona, si tratta di tirare le somme sugli atteggiamenti, le affermazioni, le spiegazioni nebulose.
Naturale e banale grande assenza quella della Comunità Montana con nessun rappresentante in vece ufficiale che delucidasse in merito ai propri comportamenti.
Andando per punti, in materia di cava miniera di Carpanè da un pezzo al centro di una questione di apertura di un nuovo fronte con escavazione prevista per 40 anni, spuntano lettere di contestazione del prefetto che vengono occultate e non consegnate agli organi competenti, delibere di accettazione di somme di compensazione al disagio arrecato nell’escavazione firmate ancor prima che la regione approvi ufficialmente il progetto di scavi. E un infinita catena di scaricabarili sulle responsabilità dei singoli individui e degli enti sulla mancanza di trasparenza o l’indempienza di oneri amministrativi.
In merito alla messa in sicurezza di Lora Bassa usando il metodo del vallo, continua il siparietto delle reciproche accuse tra Comuni dirimpettai, sull’utilità, i disagi, gli inquinamenti e gli interessi dell’uno ai danni dell’altro. Inoltre poiché i soldi stanziati dalla provincia per questa messa in sicurezza risultano essere pochi salta fuori che il progetto preliminare iniziale verrà rivisto e che forse saranno tre! Insomma Vallo nì, forse, anche…
Altre messe in sicurezza sono solo ipotetiche e glissate nicchiando o semplicemente evadendo una qualsiasi risposta.
La realizzazione della variante in galleria della Statale 47 è il lampante esempio della poca decisione dei Sindaci, che un po’ per non pestare i piedi, un po’ sperando nella valorizzazione futura della propria carriera grazie ad atteggiamento omertoso, non supportano le voci esasperate dei cittadini.
Il Brenta gode di poca attenzione, e gli unici che se ne interessano sembrano essere coloro che vogliono potenziare la rete di centrali elettriche offrendo denaro ai vari comuni in cambio del sequestro dell’acqua.
In tutti questi casi NESSUN politico risulta essere chiaro, coinciso e documentato. Voci discordanti, accuse reciproche, smentite e contro smentite, al massimo mezze ammissioni.
Ma il colmo è che c’è ancora qualcuno che dice che non si può pretendere di essere ascoltati dai politici, se li sospettiamo e li apostrofiamo come, collusi, corrotti e con comportamenti e atteggiamenti mafiosi!
Possiamo mandarli a casa tutti ma attenzione: la politica in Valbrenta è gravemente malata e il rimedio del ciarlatano potrebbe essere fatale!
martedì 27 gennaio 2009
Valbrenta: La trasparenza non abita qui
Pubblicato da
themistocles
a
16.56
0
commenti
domenica 11 gennaio 2009
Gli storici decibel delle campane

Da qualche giorno i giornali locali si occupano di una curiosa vicenda dal sapore tutto paesano e tutto valligiano. Quando si va a toccare una consuetudine, e soprattutto la chiesa, è un attimo arrivare alla ribalta della cronaca. Qualche settimana fa Paolo Perini presidente della Onlus Inveneto e responsabile del Centro di ricerca e cultura ambientale di Campolongo sul Brenta ha interpellato l’Amministrazione comunale in merito ai tradizionali rintocchi delle campane della chiesa allo scoccare di ogni mezz’ora e ogni ora per tutta la notte. La sua lagnanza è relativa al fatto che essendo in possesso di regolare licenza di ospitalità alberghiera i suoi ospiti o clienti si lamentano spesso di non poter riposare a causa del fragore delle campane che lacerano il silenzio della notte. Non avendo ottenuto alcun risultato il Perini si è rivolto al giudice di pace che ha citato in giudizio il Parroco Don Paolo il prossimo 6 febbraio. Apriti cielo! Si è persino riattivata la plurisecolare convocazione dei capifamiglia in chiesa per discutere con tutti della vicenda! (non si verificava dall’alluvione del ’66).
Naturalmente il Sindaco ha fatto la sua dichiarazione alla stampa; secondo il Giornale di Vicenza Il Sig Bonato Gilberto ha dichiarato a titolo personale e a nome di tutta la giunta che poiché i rintocchi della campana si ripetono da 3 secoli non devono cessare e che non gli interessa niente di conoscere le motivazioni che hanno spinto il Perini a denunciare il parroco.
Ora, a parte il fatto che la difesa dei rintocchi e la convocazione dei capifamiglia rappresentano un interessante e suggestivo aspetto di come sia radicata la tradizione in certi luoghi, a mio parere chi ne esce male è proprio il Sindaco.
Forse il Signor Sindaco si è dimenticato che il comune stesso ha deciso di affidare al Perini i locali di una scuola, affinchè venga utilizzata per fini culturali e turistici. Forse il Signor Sindaco non sta riflettendo sul fatto che un’attività ricettiva è una fonte di rinnovamento nelle risorse economiche del paese e come tale va sostenuta. Forse il Signor Sindaco si scorda che sarebbe suo dovere ascoltare le motivazioni dei contribuenti, tanto più che una contestazione del genere verrebbe sollevata da qualsiasi albergo in prossimità di campanili in qualsiasi comune del mondo.
Questi rintocchi incriminati sono sempre stati nella storia il riferimento per tutti coloro che vivevano nel bosco e dovevano trovare risorse per vivere dalla montagna, hanno sempre rappresentato il rassicurante richiamo del paese per chi era lontano e affaccendato a fare un pojato o a pascolare le bestie, erano il preciso scandire del tempo per chi orologi non ne aveva.
Ma oggi tralasciando l’aspetto puramente romantico e celebrativo della cosa, per più di qualcuno le campane possono risultare fastidiose nelle ore notturne.
Alla fine invece di fare “muro contro muro”, sarebbe sufficiente diminuire i rintocchi o se possibile abbassarne il volume o magari tentare di deviarne il suono. E’ perlomeno scoraggiante e singolare pensare che sindaco e parroco oppongano strenua resistenza alle rimostranze di chi cerca di difendere il sacrosanto diritto al riposo degli ospiti di un albergo !
Pubblicato da
themistocles
a
12.32
2
commenti









