Nel sito del Gruppo Salvaguardia Valbrenta è apparso un post in data di oggi, 1 aprile, (tanto che pensavo che fosse uno scherzo!), il cui argomento è un testo di scuse da parte del GSV al Sindaco di Valstagna, perché in un blog linkato è apparso un testo ritenuto offensivo nei confronti del Sig Aldo Negrello, del Consiglio Comunale e del geometra responsabile dell’ufficio Tecnico Comunale.
E’ bene chiarire alcune cose, poiché un certo bavaglio al diritto di espressione e di critica è già in corso da qualche tempo:
1) Questo testo non è stato redatto dal Gruppo Salvaguardia Valbrenta ma è stato imposto come riparatore dallo stesso Sindaco Sig. Aldo Negrello in una lettera di diffida all’Associazione.
2) A ben leggere, le scuse poste dal Gruppo Salvaguardia Valbrenta, sono portate per un link, cioè un riferimento ad un altro sito del quale il GSV non può essere responsabile. (Per questo motivo, essendoci anche un link al blog di Beppe Grillo, qualunque persona che si sentisse ferita nell’onore da qualche esternazione del comico-politico, potrebbe diffidare questa associazione ed altre migliaia che hanno linkato Beppe Grillo)
3) Ha sbagliato il blog responsabile del misfatto a cancellare il post incriminato non consentendone un'analisi a posteriori e dal quale magari si sarebbe potuto evincere che il testo di scuse è distorto e non rispondente al tenore delle affermazioni riguardanti l’Emas e i comportamenti del Sig. Sindaco.
4) Ha sbagliato il Gruppo Salvaguardia Valbrenta a pubblicare le scuse impostegli accettando supinamente delle minacce che sostituiscono in modo miserando un sano dibattito su questioni che evidentemente sono molto calde.
5) IL GSV ha inoltre sbagliato nel pubblicare il post di scuse senza lasciare spazio ai commenti, seppure mediati, base democratica dello strumento del Web.
Personalmente penso che chi ha da ridire, e sono tanti, sull’operato dell’amministrazione non sarebbe arrivato allo scontro e supponiamo pure allo scherno (diritto di satira), se nel corso di questo mandato, ma anche in precedenti altri, vi fosse stato un approfondimento nella comunicazione con i cittadini e le associazioni. Gli amministratori sono eletti da noi e noi pensiamo (ma forse a torto) che qualora vi siano delle problematiche un po’ complesse i nostri rappresentanti siano umani e decidano di tanto in tanto di ascoltare anche la voce del popolo.
Se, diversamente gli amministratori, per il fatto di essere eletti si ritengono dei super esperti, allora vuol dire che le loro decisioni sono prese sulla pelle dei cittadini ed è facilissimo che si sollevino delle proteste.
Non è comunque certamente indice di alta levatura politica il non rispondere alle accuse in maniera circostanziata e preferire diffide e minacce di querele, forti della propria posizione. E’ purtroppo il sintomo classico della politica delle zuffe così tanto in voga in tutta la nazione.
In merito all’EMAS, c’è sicuramente un protocollo per l’assegnazione di questo marchio di riconoscimento e indubbiamente nel momento in cui sono stati analizzati i parametri, Valstagna è rientrata nei requisiti richiesti. Né ritengo che vi siano motivi per pensare che l’Ufficio Tecnico non abbia osservato con scrupolo le perizie. Ma fregiarsi di tale certificazione significa mantenere il paese all’altezza della situazione. Francamente è qui che ci sono da sollevare diversi dubbi, visto che dopo la certificazione sono emerse (e neanche in maniera così trasparente) problematiche ambientali grossissime quali La Cava Valgranda e Lora Bassa.
Mi spiace molto che per tentare di mantenere vivibile e vivo un territorio dalle risorse esigue e dall’equilibrio geologico così delicato, un Associazione o un cittadino qualunque si deva trovare di fronte a permalosi burocrati che usano le minacce per far tacere chiunque, anziché respirare trasparenza nelle decisioni siappure impopolari ma necessarie.
Ma tant’è! Speriamo che il Sig. Sindaco abbia avuto soddisfazione del fatto che il Gruppo Salvaguardia Valbrenta si sia cosparso la testa con le ceneri, anche se non era la testa giusta. Certo è che in futuro chiunque alla luce di questo sceglierà strade diverse dal dialogo civile.
Sicuramente un risultato è stato ottenuto: il GSV ne esce indebolito nella determinazione e nell'orgoglio.
Marco Piacentini
P.S. E' doverosa la firma anche se tutti sanno chi è murmur medoaci)
mercoledì 1 aprile 2009
Scuse e diffide, diffide e scuse
Pubblicato da
themistocles
a
18.25
Etichette: amministrazioni, diffida, Lora Bassa, politica, Valstagna
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4 commenti:
caro marco, scrivi molto bene ma per chi entra di rado nel blog sarebbe necessaria una premessa per capire l'oggetto della discussione.
Mi scuso, ma essendo una storia complessa, in questo caso l'unica cosa che ho potuto fare è linkare il post di scuse clikkando sul titolo in rosso.
Condivisibili tutte le critiche rivolte all'errata individuazione del responsabile di quella che (diritto di opinione) a me è parsa solo una stupida ivettiva. Come è stato scritto anche in un commento al post precedente, le giustificazioni "a posteriori", con invocazione al diritto di stampa, opinione, satira, suonano come una arrampicata sugli specchi, e ormai non mi sembra ci sia più il fisico per tale faticosa operazione (diritto di satira). Poi il dicorso "certo è che in futuro chiunque alla luce di questo sceglierà strade diverse dal dialogo civile", che sembra paventare un fosco orizzonte di guerra civile in quel della Valle, ammesso e non concesso che quella sequela di insulti potesse definirsi "dialogo civile", mi strappa un sorriso. Non perché l'affermazione sia satirica, forse perché m'appare ridicola.
Mi sembra che ci sia qualche qui pro quo. Per quanto mi riguarda non ho bisogno di giustificazioni a posteriori. Solo ritengo che manca maturità nello scambiare lo scontro verbale con motivo di condanna e querela. Lo strumento blog si lascia andare a sproloqui che non sono possibili altrove, soprattutto con l'ausilio dell'anonimato che scioglie la lingua... ops! la tastiera oltre ogni previsione.
Per ciò che riguarda il fosco orizzonte, non ci saranno barricate (sempre per ciò che riguarda murmur), ma in certi casi si è ritenuto di fermarsi alla ricerca di dialogo, prima di far intervenire il prefetto. Non si costruiscono battaglie ad ogni costo, si cerca sempre di mediare, ma sempre che dalla controparte ci sia la volontà di farlo senza trincerarsi nella supponenza del potere. Grazie anonimo per l'intervento, è proprio il dibattito che matura le posizioni.
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