sabato 26 luglio 2008

L'ariete abbandonato


Nelle fantasticherie del periodo dell'incastellamento, ma anche nei documenti storici come si abbattevano i portoni delle mura di un castello? Un enorme tronco con la testa di un montone o semplicemente un cappellone imbottito che veniva urtato sistematicamento fino a scardinare l'ostacolo per la conquista della fortezza. Ebbene questo oggetto così potente ora c'è, è lì, pronto, allestito e modellato dai tanti esternatori in aria di elezioni amministrative. Si sprecano sulla stampa locale e nelle chiacchiere da bar i consensi al comune unico, alla salvaguardia dell'ambiente e delle tradizioni della Valbrenta, quasi che gli argomenti scoppino di urgenza. In campo ci sono giornalisti, chiacchieroni, amministratori, trombati o ex in fregola di resurrezione. Ora abbiamo una grande porta costituita dall' apparato locale che nelle sue trame propone solo amministrazioni, non monocolori, non bipartizan, non di intesa, ma assolutamente INCOLORI e, dall'altra parte tutta una serie di individui che, o perchè il loro orto è in zona R4 per la Sarno, o i lavori del garage no va vanti, o no ghe xe pi sc'iosi in giro, o come foi a pescare se l'acqua a xe bianca de polvare, che hanno l'ariete lì, pronto a terra già puntato per scardinare il sistema, ma... io domani devo andare a lavorare presto, mi go fameja, e se par caso no xe vero, si può cambiare dall'interno (e par questo me tegno a carega!)... nessuno imbraccia sto cazzo di tronco e fa quello che va fatto. E intanto il Gruppo Salvaguardia Valbrenta, lemme, lemme è riuscito in una cosa meravigliosa: i valligiani, torvi, menefreghisti e ignoranti hanno imparato a parlare. Quanto ci vorrà che il portone crolli?

giovedì 17 luglio 2008

E' tornato il Brintaal Celtic Folk


7° Brintaal Celtic Folk

FESTIVAL DELLA MUSICA E DELLA CULTURA CELTICA IN VALBRENTA

28-29-30-31 AGOSTO 2008

Parco delle Grotte di Oliero, Valstagna (VI)

TRADIZIONE E' INNOVAZIONE

La musica popolare è una musica che deve rivolgersi a tutti, non soltanto ad una ristretta cerchia di intenditori, ciò che invece sembrano fare molti “puristi” del revival celtico. La tradizione non deve essere accantonata, non dobbiamo mai dimenticarci da dove veniamo. La memoria, però, non può prescindere da una proiezione nel presente, perché diversamente rischia di diventare lettera morta.

“La musica del futuro è la musica di contaminazione, di frontiera, di incontro” dice Alan Stivell.

Il programma musicale del Brintaal Celtic Folk festival 2008 rispecchia, quindi, questa nostra semplice filosofia.

Un viaggio che ci condurrà dal traditional irish folk dei Rattling (Irlanda), allo speedfolk dei Fiddler's Green (Germania), per passare poi alle ipnotiche sinfonie folk di Enzo Vacca (Piemonte) con gli Arz Nevez (Bretagna), al folk metal degli Skyclad (Gran Bretagna) e alle atmosfere medievali dei Sangineto Ensemble (Monza).

Molto interessanti anche i concerti in seconda serata, che vedranno protagonisti i Kalevala (Emilia-Romagna) e i Tableland's Dock (Valstagna), due gruppi che propongono una rivisitazione del celtic folk in chiave rock e punk.

Sabato 30 agosto dalla piazza di Valstagna partirà un'escursione che condurrà i partecipanti a vivere un'esperienza indimenticabile: un laboratorio di scheggiatura della selce e di musica litica nella piana di Marcesina, presso la Grotta di Ernesto, un sito di enorme interesse storico, archeologico e paleontologico.

Da non perdere, poi, la conferenza di Michele Busato del gruppo di archeometallurgia sulla fusione del ferro e la produzione di utensili metallici in epoca preistorica, e la presentazione dell'ultimo libro di Silvia Calamati “Qui Belfast, vent'anni di cronache dall'Irlanda di Bobby Sands e Pat Finucane”.

E le sorgenti, il laghetto, la montagna e gli alberi...

Un ambiente letteralmente fantastico, le Grotte di Oliero: la casa del Sanguanel, delle anguane e delle streghe...

Ambiente, storia e musica, quindi. Ma non solo.

Sabato 30 agosto, per gli appassionati di danza popolare, ci sarà la possibilità di seguire uno stage a cura dell'associazione culturale Black Sheep.

E durante tutto il festival, come sempre, funzioneranno il mercatino, la birreria, la cucina...ve la ricordate, no, la nostra cucina? Beh, oltre alle ormai tradizionali pietanze, quest'anno aggiungeremo un paio di piatti che sono la fine del mondo...Quali? Venite al Brintaal e assaggiate...

PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE

GIOVEDI' 28 AGOSTO

16.30: apertura del ristorante, del pub e del mercatino d'artigianato

21.30: RATTLING (Irlanda) in concerto – Folk irlandese

accompagnati dall'esibizione di step irlandese dei Meet the Fairies

23.30: Folk-Rock con i Kalevala (Emilia Romagna)

VENERDI' 29 AGOSTO

16.30: apertura del ristorante, del pub e del mercatino d'artigianato;

20.00: conferenza della Dott.ssa Silvia Calamati e presentazione del libro:

“ Qui Belfast. 20 anni di cronache dall'Irlanda di Bobby Sands e Pat Finucane”

21.30: ENZO VACCA e ARZ NEVEZ (Piemonte-Bretagna)

in concerto – Musica tradizionale bretone

23.30: Folk-Rock con i Kalevala (Emilia Romagna)

SABATO 30 AGOSTO

9.00: escursione guidata con il prof. Marco Lazzarotto alla Grotta di Ernesto

(comune di Grigno, altopiano di Asiago)

Ritrovo in piazza S. Marco a Valstagna

10.00-13.00: stage di danza, Set Dance irlandese

a cura di Romano e Stefania dell'associazione “Black Sheep”

15.00: apertura del pub e del mercatino d'artigianato

15.30: dimostrazione e stage di tiro con l'arco

con la Compagnia 06 Alba

15.00-18.00: proseguimento dello stage di irish set dance

18.00: apertura del ristorante

18.00: conferenza a cura di Michele Busato – Gruppo Archeometallurgia

“Dall'estrazione e fusione del minerale alla produzione di oggetti metallici in epoca preistorica”

21.00 : KALEVALA (Emilia Romagna) in concerto – Heavy Folk

22.30: SKYCLAD (Regno Unito) in concerto – Folk Metal

23.30: Streetfolk con The Tableland's Dock (Valstagna)

DOMENICA 27 AGOSTO

12.00: apertura del ristorante, del pub e del mercatino d'artigianato

16.00: ENSEMBLE SANGINETO (Monza): suggestioni medievali

presso la Torre di Dante a Romano d'Ezzelino

21.30: FIDDLER'S GREEN (Germania) in concerto – Speedfolk

PER LA PRIMA VOLTA IN ITALIA

23.30: Streetfolk con The Tableland's Dock (Valstagna)

LE ATTIVITA' DEL BRINTAAL CELTIC FOLK

Musica, danza, conferenze, escursioni

The Rattling: The new irish sound

Il gruppo dei Rattling nasce all'interno dell'Irish World Academy of Music and Dance, dipartimento interno all'Università di Limerick in Irlanda.

Espressione della nuova tendenza della musica tradizionale irlandese nata proprio all'interno di questa accademia, il gruppo presenta cinque tra i migliori performers dei corsi.

Contaminazione e tradizione si fondono in un sound accattivante e del tutto nuovo, ascoltare per credere!

Formazione:

Michael Coult (Flute/Whistle/Bodrán)
Cillian O’Dalaigh (Guitar/Vocals/Whistle)
Damian McGeehan (FiddeGuitar)
Eamon Moloney (Bodrán)
Martino Vacca (Uilleann pipes/Whistle)

Meet the fairies

La compagnia di danza Meet the Fairies nasce nel 2006 dalla grande passione per la danza irlandese che accomuna i suoi giovani componenti; da anni essi si dedicano con impegno e costanza allo studio delle irish ceili dances e della step dance (danze soliste, stile Riverdance e Lord of the dance ), che più facilmente si presta all’esibizione e ad una moderna rivisitazione dei tradizionali sets.

In breve tempo i Meet the Fairies hanno realizzato uno spettacolo che fonde tradizione ed innovazione in un insieme di coinvolgenti e originali coreografie.

Il gruppo si è già esibito in tutta Italia proponendo, oltre al proprio show, animazioni, stages e accompagnamento di varie band, tra cui citiamo: FBA, Morrigan’s Wake, Inis Fail, Birkin Tree, Red Box, Sangineto Ensemble, Folk Studio A, Modena City Ramblers.

Kalevala

Kalevala è il poema principe dell'epica finlandese, le sue canzoni ci restituiscono un mondo in cui lo sciamano intonava incantesimi tanto per la preparazione alla guerra quanto per la fermentazione della birra nelle botti. Accomunati dalla passione per l'elementare fisicità del rock e per la musica antica (medioevale, folk celtico, etnica o tribale), intenzionati a non essere ortodossi o canonici ma liberi di seguire qualsiasi strada, i Kalevala nel corso degli anni hanno progressivamente arricchito il loro repertorio di nuove sonorità e tradizioni, riuscendo a coniugare in modo originale ed equilibrato la potenza e la carica dell’hard rock con le eteree atmosfere che contraddistinguono le melodie di origine celtica.

Enzo Vacca e Arz Nevez

Enzo Vacca, Yves Ribis e Arz Nevez in un concerto unico presentano i loro ultimi lavori.

Enzo Vacca

Nato nel 1960, comincia molto giovane a suonare in diversi gruppi folk.

Chitarra, bouzouki, dulcimer: i suoi strumenti sono sempre le corde legate alle tradizioni europee.

Nel 1995 inizia lo studio dell’arpa celtica, ma solo nel 2000, partecipando al festival di Dinan, ha l’occasione di vedere il mondo dell’arpa celtica in tutte le sue possibilità.

L’incontro con i musicisti bretoni è decisivo e segnerà il suo futuro: la decisione di dedicarsi a tempo pieno alla musica tradizionale piemontese e di scrivere ed arrangiarla per l’arpa celtica è presto presa.

Iniziano gli studi e le ricerche sotto la guida di Dominig Bouchaud a Quimper e nel 2004 esce “Réis, harpe entre Piémont et Bretagne”, passo importante e fondamentale per la sua crescita artistica.

Sempre con Dominig Bouchaud e Anne Auffret e con la splendida voce di Donata Pinti mette insieme un repertorio misto piemontese e bretone che lascia intravvedere quelli che saranno le idee e i futuri sviluppi della ricerca.

Nel 2007 esce EVOA! (etichetta Bravos! della rivista specializzata Trad Magazine), album nel quale Enzo Vacca approfondisce i nuovi linguaggi della musica tradizionale piemontese, che riceve una calorosa accoglienza di pubblico e di critica.

Con gli Arz Nevez e gli arrangiamenti di Yves Ribis, Enzo riesce a trasmettere l’incanto e la profondità del popolo di questa terra di Piemonte spesso sconosciuta.

il gruppo è composto da:

Enzo Vacca: arpa celtica e canto

Arianna Ferraudo: voce

Manuela Mondino: violoncello

Alessandra Rizzone: viola

Chiara Carrer:violino

Arz Nevez

Fondato nel 1999 da Yves Ribis, segna immediatamente una vera novità nel mondo della musica tradizionale.

Yves Ribis, studi di musicologia e collaboratore di Alain Stivell dall’86 al 92, conduce il gruppo al successo in tutta Europa, collaborando anche con musicisti internazionali a creazioni teatrali.

Gli Arz Nevez sono formati da un originalissimo quartetto d’archi (violino, viola, violoncello) spalleggiati da una chitarra.

Gli arrangiamenti sono realizzati con grande gusto e raffinatezza da Yves, che ha avuto l'idea di fare incontrare la musica classica e contemporanea con la musica tradizionale celtica.

Dal cuore della Bretagna da cui trae ispirazione e forza, Arz Nevez crea un equilibrio di suoni, ritmi e mondi musicali incredibilmente accattivante.

Formazione Arz Nevez

Gaelle Lorcy: canto

Gregoire Hennebelle: violino

Gael Le Bozec: viola/violino

Eric Nedelec: violoncello

Yves Ribis: chitarra

Skyclad

Ci sono molti gruppi che hanno pagato cara la scelta di seguire le loro aspirazioni incuranti delle mode e dei trend, proseguendo per la loro strada con una coerenza ed una testardaggine suicida. Tra queste band, spesso osannate dalla critica quanto bistrattate dalle case discografiche, spiccano senza dubbio gli SKYCLAD (letteralmente “vestito di cielo”), da Newcastle, con il loro sfrontato folk-metal, genere di cui possono essere tranquillamente considerati i pionieri se non proprio gli inventori.

Siamo nel 1990, quando Martin Walkyier si incontra con Steve Ramsey e insieme decidono di mettere in piedi questa band con l'intento di unire metal aggressivo ad atmosfere bucoliche provenienti dal folk britannico. Nel corso degli anni 90, nonostante i numerosi cambi di line-up, la band ha continuato a sperimentare e a sviluppare il suo stile musicale.

La prolificità della band è quasi leggendaria: gli Skyclad hanno prodotto, in 17 anni di attività, un ragguardevole numero di album e si sono guadagnati la reputazione di potente ed energica live band, con numerose apparizioni in tour e festival europei.

Con l'unica data italiana del tour europeo 2008 degli Skyclad, ancora una volta il Brintaal Celtic Folk propone un concerto che scuote il panorama della musica celtica, in linea con la ricerca di nuove sonorità che in questi anni ha contraddistinto la nostra associazione.

Formazione:

Kevin Ridley: voce, chitarra

George Biddle: violino, tastiere, piano

Steve Ramsey: chitarra

Graeme English: basso

Arron Walton: batteria

The Tableland's Dock

Tableland's Dock (TLD), libera traduzione di “porto dell'altipiano”, è il nome con il quale un tempo era chiamato il nostro paese, la cui spiccata vocazione marinaresca è stata (ed è tutt'oggi) una sua caratteristica peculiare ed ha avuto nel corso del XVIII e XIX secolo il suo culmine. In questo periodo, infatti, il Brenta era quotidianamente solcato da zattere costituite dal legname proveniente dall'altipiano di Asiago e destinato al porto di Venezia.

L'idea di adottare questo nome è nata dalla volontà di far comprendere a chi ci ascolta la nostra attitudine piratesca che ci porta ad arrembare i più disparati (e disperati!) generi musicali, dal folk allo ska-punk, dal blues al metal, dai cantautori italiani al rock.

I Tableland's Dock propongono cover di Dropkick Murphys, Cruachan, Flogging Molly, Mago de Oz, e artisti italiani quali Bertoli, Vecchioni e Modena City Ramblers.

Il gruppo è composto da nove banditi:

alle chitarre “bandito” Giuliano Carlesso e Denis “Little head” Pontarollo; alla batteria Gianluca Bellò; al basso Gregory “Pek” Cavalli; alla cornamusa e al flauto irlandese Simone “The President” Prai; alla fisarmonica Gabriele “Gabrix” Negrello; al benjo Michele “Benjamin” Baggio; voce femminile Federica “Kikka” Battocchio; voce maschile Saul “El Rosso” Ferrazzi.

Tableland's Dock, from Valstagna!

Fiddler's Green

Fiddler's Green è l'aldilà di marinai e pirati, nel quale la voce del violino risuona eternamente e le anime non si stancano mai di danzare.
I Fiddler's Green sono una band speedfolk indipendente formatasi nel 1990 ad Erlangen in Germania ed è una delle più produttive del genere: in 15 anni di attività hanno infatti pubblicato ben dieci album e due live.
I Fiddler's Green propongono un genere che affonda le radici nel folk irlandese con i suoi jigs e reels, ma anche continentale, come la polka, miscelato a ritmi ska, punk e reggae e supportato da potenti riff di chitarra elettrica.
Con più di 1200 spettacoli all'attivo, si sono guadagnati un'ottima reputazione grazie alle loro esibizioni (live). Per più di sedici anni hanno girato le strade di tutta Europa e durante le loro scorribande "speedfolk" hanno dato vita a feste "paurose" e grazie alla loro verve hanno contribuito non poco alla causa di Sir Arthur Guinness!
Che si tratti di uno spettacolo da bassi fondi o di un grande festival, che si tratti di un piccolo pub o di una piazza importante, i Fiddler's Green spaccano da fare impazzire!
Per la prima volta in Italia i Fiddler's Green: non vi stancherete mai di ballare!

Formazione:

Ralph “Albi” Albers: voce, chitarra acustica

Pat Prziwara: chitarra elettrica, voce

Tobias Heindl: violino, voce

Stefan Klug: fisarmonica, bodhran

Rainar Schulz: basso

Frank Jooss: batteria

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “QUI BELFAST. 20 ANNI DI CRONACHE DALL'IRLANDA DI BOBBY SANDS E PAT FINUCANE” (Edizioni Associate, 2008)

a cura di Silvia Calamati

Qui Belfast è una raccolta di articoli, pubblicati nel corso di vent’anni, con cui Silvia Calamati, oggi collaboratrice di RAI NEWS 24, cerca di aprire ancora una volta una breccia nel muro di omertà e connivenze costruito attorno al conflitto nord-irlandese: una censura il cui prezzo più alto è stato pagato da migliaia di cittadini innocenti. Girando in lungo e in largo le Sei Contee nord-irlandesi la giornalista ha raccolto le voci di gente comune, ma anche di personalità di spicco del mondo politico e culturale e religioso. Ha inoltre seguito il difficile processo politico che ha portato, dagli inizi degli anni Ottanta, alla firma dello storico “Accordo del Venerdì Santo” dell’aprile 1998.

Nonostante tale accordo, non si è ancora giunti a una “pace con giustizia” in Irlanda del Nord. Oggi il tentativo di far affievolire, in tempi brevissimi, la memoria storica di un conflitto nel quale Londra ha avuto pesantissime responsabilità si scontra con il pressante bisogno di portare alla luce la verità su quel che è accaduto, così come richiesto dai familiari delle vittime, dai più prestigiosi organismi internazionali per i diritti umani e da giornalisti coraggiosi e indipendenti (come Brian Feeney, del quotidiano The Irish News di Belfast, o Roy Greenslade, del londinese The Guardian), i cui articoli sono riportati in questo libro.

Nel corso della conferenza sarà proiettato un dvd dal titolo “Irlanda del nord. An fhírinne: in cerca della verità”, del quale Silvia Calamati ha curato la versione italiana.

Il filmato (titolo originale An Fhírinne. The Struggle for the Truth About Collusion) è stato prodotto dall’associazione di Belfast An Fhírinne, formata nel 2004 dai parenti delle persone che, in trent’anni di conflitto nord-irlandese, sono state uccise a causa delle collusioni tra soldati britannici, polizia, servizi segreti e gruppi paramilitari lealisti.

Note sulla relatrice

Giornalista e scrittrice, si occupa della questione irlandese dal 1982. Ha vissuto due anni a Dublino e trascorso lunghi periodi a Belfast. Tra il 1990 e il 1995 ha seguito il problema dell’Ulster per il settimanale Avvenimenti. Dal 1999 collabora con Rainews24. Ha curato la traduzione di "Un giorno della mia vita" (Feltrinelli) di Bobby Sands, il primo dei dieci giovani repubblicani irlandesi che nel 1981 si lasciarono morire di fame nel carcere di Long Kesh, a pochi chilometri da Belfast, per rivendicare lo status di prigioniero politico. Ha tradotto e curato "Guerra e Liberazione in Irlanda. La Chiesa del conflitto" (Edizioni della Battaglia, 1998), scritto dal sacerdote nord-irlandese Joseph McVeigh. Nel 2001 ha pubblicato "Figlie di Erin. Voci di donne dell'Irlanda del Nord" (Edizioni Associate) e, l’anno successivo, la versione in lingua inglese, Women's stories from the north of Ireland (Beyond the Pale Publications). Per la sua attività di giornalista e scrittrice, nel 2002 le è stato assegnato a Belfast il Premio Internazionale TOM COX AWARD.

conferenza a cura di Michele Busato – Gruppo Archeometallurgia Caltrano (VI)

“DALL'ESTRAZIONE E FUSIONE DEL MINERALE ALLA PRODUZIONE DI OGGETTI METALLICI IN EPOCA PREISTORICA”

ESCURSIONE: la grotta di Ernesto

A volte importanti scoperte scientifiche avvengono casualmente. E' accaduto per la Grotta di Ernesto, uno dei siti preistorici più famosi del Trentino.

Si tratta di un insediamento stagionale di cacciatori-raccoglitori appartenenti al Paleolitico finale e al primo Mesolitico che qui avevano trovato riparo durante le battute di caccia sull'altopiano di Asiago.

Tutto è rimasto immutato per più di novemila anni: i resti di un focolare circondato da ossa di stambecchi e di cervi, una miriade di piccoli strumenti litici, torce, tizzoni ed enormi ossa di orso bruno.

Ad accompagnare i visitatori sarà il prof. Marco Lazzarotto.

La partenza è prevista per le ore 8.30 di sabato 30 agosto da Piazza San Marco a Valstagna.

Irish set dance a cura di Romano e Stefania (ass. cult. Black Sheep)

Stefania e Romano, dopo un primo entusiasmante workshop di irish set dancing nel 1993, si dedicano con passione ad imparare stili e sets, viaggiando tra Italia, Francia e Irlanda. Qui trascorrono molte delle loro vacanze estive, unica possibilità per conoscere più a fondo i ritmi e le sonorità della musica tradizionale e per avvicinarsi allo spirito e allo stile della danza popolare irlandese.

Nel 1994 fondano l’associazione Black Sheep, che si propone di divulgare le danze e le musiche irlandesi; iniziano così ad insegnare, tenendo corsi e stages ed animando varie ceili col trascinante ritmo che il loro sean nos sa creare.

Dopo diversi anni di esperienza e dedizione alla danza irlandese, sono tutt’oggi sempre in pista, pronti per un nuovo set!

è gradita la prenotazione al numero 3405349631 (Elisa)

Sangineto Ensemble

Il Sangineto Ensemble è nato nel 2000, frutto di una costruttiva collaborazione tra genitori e figli: Michele da anni costruisce strumenti musicali a corda (arpe, salteri ad arco, vielle, ribeche, cetre e organistrum) e assieme alla moglie Paola e ai figli Adriano e Caterina partecipa a diverse esposizioni, sia in Italia che all’estero (Francia, Belgio, Gran Bretagna, Germania, Svizzera, Canada).

Il repertorio del gruppo comprende brani popolari del periodo che va dal 1200 al 1600, spaziando da autori quali Francesco Landini e Enrico VIII a compositori contemporanei come Alan Stivell, Vincenzo Zitello e gli stessi Adriano e Caterina Sangineto.

L’ensemble è intervenuto a diversi festival di musica antica; tra i più importanti, si ricordano quelli di Bruges, Bruxelles, Parigi, Lorient, Dinan, Londra, Budapest, Montreal e Bellinzona.

Sono molte le collaborazioni con artisti, associazioni e gruppi di vario genere (Celtic Harp Orchestra, Carlos Nunez, Radio Tokio e Radio Chateauroux), i cui risultati si riscontrano nei vari cd incisi dall’ensemble; in particolare citiamo Salteri (Red Edizioni, 2000), Got the Magic (Celtic Harp Orchestra ed Ethnoworld, 2003), The Myst (Celtic Harp Orchestra ed Ethnoworld, 2005), Difogliadilegnodipietra (Edizioni Arebe Radicimusic, 2006), Altea Rosa (Edizioni Arpanetta, 2006), Antichi echi del Natale (Edizioni A. Paroli, 2007).

Formazione:

Michele Sangineto: salterio ad arco

Paola Casali: salteri ad arco, a pizzico, arpa

Caterina Sangineto: voce, arpa, salteri ad arco e a pizzico, organistrum, organo portativo

Adriano Sangineto: voce, arpa, arpanetta, salteri ad arco, pizzico, percussione, organistrum

LA CUCINA DEL BRINTAAL CELTIC FOLK

Un viaggio tra i sapori dell'Europa Celtica

Un popolo si conosce e si capisce a tavola.

Non avendo però la possibilità di accompagnarvi in Scozia o in Bretagna abbiamo pensato di portarvele qui, nella valle del Brenta.

La nostra cucina, fiore all'occhiello del Brintaal, è quindi una parte fondamentale della manifestazione, non un...contorno!

Cuochi professionisti lavorano con cura e passione, usando solo gli ingredienti migliori, per la soddisfazione del vostro palato.

Potrete assaporare le nebbie delle vie di Dublino e ascoltare lo sciabordio di Saint Malo o inebriarvi del sole galiziano…in un viaggio di cucina, tradizione e modernità.

NOVITA': PULPO A LA GALLEGA (GALIZIA)

piatto tipico della cucina galiziana a base di polipo e verdure; noi lo prepariamo con le patate di Rotzo e l'olio extra-vergine di oliva di Pove. Assolutamente imperdibile!

Ah, dimenticavo...è un po' piccante...

CROSTINI DI PANE NERO CON BURRO E SALMONE (IRLANDA E SCOZIA)

ideali sia come antipasto che come snack...accompagnati da una buona pinta di Guinness diventano superlativi!

NOVITA': ZUPPA DEL SANGUANEL (VALBRENTA E MASSICCIO DEL GRAPPA)

rielaborazione di una ricetta tradizionale valligiana, a base di orzo e patate.

ZUPPA DI CIPOLLE ALLA CIMBRA (ALTOPIANO DI ASIAGO)

semplice ma gustosissimo piatto delle nostre montagne, con pane nero e formaggio Asiago. Da accompagnare preferibilmente con un bicchiere di Brentana!

STUFATO DI MANZO ALL'IRLANDESE (IRLANDA)

è il nostro cavallo di battaglia, una rielaborazione del tradizionale irish stew, canonico piatto dei pub dublinesi e dei porti d'Irlanda. Da abbinare rigorosamente con una pinta di Guinness!

ARROSTICINI DI AGNELLO (IRLANDA)

sfiziosi, veloci e gustosi! Il sidro è il loro compagno ideale

COSTOLETTE DI AGNELLO (SCOZIA)

piatto tradizionale delle Highlands da gustare con una birra piuttosto corposa, una doppio malto bionda o rossa magari...

CINGHIALE ALLO SPIEDO

non ha bisogno di presentazioni...la pietanza prediletta dai guerrieri delle popolazioni dell'Europa del Nord!

NOVITA' ASSOLUTA: all'angolo di degustazione formaggi potrete assaporare prodotti provenienti dall'Europa celtica che molto difficilmente si trovano anche nei migliori ristoranti.

LA CREPERIE, per finire, propone freschissime crepes nella più tipica tradizione bretone, servite con i prodotti biologici del marchio Rigoni di Asiago. E i dolci: il Far Breton, il dolce bretone per antonomasia a base di uova e prugne; la Pratie di Mele, una crostata morbida con pasta di patate di origine irlandese; il Tea Break, dolce secco gallese con uvetta e whiskey.

BRENTANA: ARRIVA LA BIRRA DEL BRINTAAL CELTIC FOLK!

Potente, inarrestabile, travolgente... è la Brentana!

Il Brintaal Celtic Folk propone ancora una volta una birra creata e prodotta solo per il Festival! Chiara, dalla frizzantezza media e dall'aroma fresco e morbido è la lager parzialmente filtrata che inonderà con la forza del nostro fiume in piena le intense serate in riva all'Oliero.

Una vera rarità che potrete gustare solo per pochi giorni e solo al Brintaal Celtic Folk!

sabato 5 luglio 2008

Discalculici, smemorati o mercenari?

Non sto neanche qui a menzionare leggi, decreti o bandi di gara perché questa non è una scheda tecnica. Si tratta solo di riflettere su come vi siano preoccupanti patologie che colpiscono le menti che guidano il potere, l'"intellighentia".

Riunioni, delibere, conferenze e dichiarazioni alla stampa producono costantemente decisioni e dichiarazioni che stridono tra di loro perché per lo stesso ambito dicono l'una il contrario dell'altra.
Senza contare che alcuni argomenti non vengono minimamente affrontati. E in Valbrenta non passa giorno che si susseguano episodi lampanti di pura cecità gestionale e paradossali contraddizioni.

Basta snocciolare qualche bilancio di previsione di investimenti a 5 o 6 zeri e il fantastico mondo delle progettazioni si scatena in un piroettare di proposte inorganiche atte all'accaparramento del contante.

L'esempio più mediaticamente palesato è il caso della SS47. Dopo la roboante promessa di parte del finanziamento del tunnel a canna unica, è iniziata la sfida meritocratica a chi trova gli altri soldi. E a chi poi ci mette le mani sopra. E per un progetto che NON è fattibile perché fuori norma.

E questo fervore proprio mentre viene reso noto che nel prossimo decennio il medesimo tratto sarà servito dalla metropolitana di superficie Trento- Bassano.
Però... gestita dal Trentino! E siccome notoriamente siamo ancora in guerra con gli austro-ungarici i due progetti viaggiano ognuno per conto suo. E sicuramente la questione risparmio, nonché impatto ambientale per esecuzione di doppi cantieri non combinati, non è minimamente stata vagliata nel tratto di valle più stretto, dove una soluzione combinata di viabilità mista rischierebbe di portarci all'avanguardia in Europa!
E faremmo pure contenti i cavatori che ci farebbero il buco gratis (GRATIS!) portandosi via i preziosi detriti magnesiaci!

Altro esempio: promuoviamo un bel convegno per sollecitare i fondi per la salvaguardia e il recupero dei terrazzamenti, tipico esempio di architettura urbana storica e risorsa per l'incremento del turismo e subito dopo proponiamo la realizzazione di un bel vallo per messa in sicurezza dietro alla scenografica riviera del Brenta. Ciliegina sulla torta, un bel nastrone trasportatore completo di tralicci cementificati che attraversa due strade, Il Brenta e passa sopra le case.
Ma avete mai fatto caso che la zona interessata dal cantiere contiene una serie di terrazzamenti? E sono forse di specie, natura o razza diversa?
E poi chi mi dice che il bel conoide dei fertili terrazzamenti di San Gaetano, non sia già stato oggetto di trattative di acquisto da parte di imprenditori della coltivazione mineraria? Magari dopo che i terrazzamenti sono stati recuperati con i fondi europei!
Il nostro ipotetico turista dovrebbe arrivare da Sud per vedere il bel lavoro di recupero, incrociare una bella fila di camion che scende da Carpanè e da Valstagna e una volta varcato il ponte ritrovarsi nel bel mezzo di un bel cantierone polveroso e rumoroso.
E per caso qualcuno ha pensato che facendo tabula rasa dietro alle case, eliminando alberi e sottobosco ci rimetterà più di qualche specie animale, e c'è il rischio di squilibrare delle catene alimentari? E non sarà che per caso mancando gufi e civette si triplicherà la popolazione di topi nel centro?
E non sarà che un canalone in curva in un'area particolarmente ventilata, creerà variazioni sensibili del microclima, di fatto modificando il patrimonio botanico? Ma le nostre zone una volta non erano famose per le "erbette"?

Altro episodio di accapparramento fondi: Valstagna è dotata di uno dei più bei campi di canoa slalom. E' stato reso possibile grazie ai fondi arrivati dalla Comunità Europea, ma anche dal fatto che è un fiume che ha acqua tutto l'anno. Bene, appena finito, c'è stato ancora qualcuno che ha valutato seriamente la possibilità di realizzare nuove prese idrauliche per la produzione di energia elettrica subito a monte del campo di gara. E il pericolo non è ancora passato.

E l'area camper fatta con il contributo dell'impresa titolare della cava miniera di Carpanè, non servirà per caso alle carovane di operai della cava stessa che abitano lontano, visto che non conosco villeggianti che amano soggiornare in un cantiere?

E non è oltremodo interessante il recupero delle malghe sulle nostre montagne, creando dei deliziosi luoghi di ritrovo in località amene e paesaggisticamente integre pensando bene poi di rilasciare permessi di escavazione proprio di fronte agli edifici recuperati?

Però un'idea ce l'avrei; si potrebbe utilizzare l'ex deposito tabacchi ( magari, se qualcuno si ricorda, dopo averlo liberato dell'amianto) per aprire la prima scuola superiore di amministrazione ed economia pubblica, i docenti certo non ci mancano!

PS: Se ne avete altri di esempi edificanti del genere, per favore segnalateli nei commenti